Cadrò, sognando di volare

Fabio Genovesi
Mondadori 312 pp., 19 euro

Fabio Genovesi ci fa rivivere le straordinarie imprese di Marco Pantani attraverso la storia di un giovane di ventiquattro anni, Fabio, che studia Giurisprudenza per diventare avvocato. Una scelta, quest’ultima, difficile e soprattutto non sua. Una di quelle scelte obbligate quando gli eventi sono più grandi di te e ti costringono a vivere una vita che non è la tua. 

E’ il 1998, Fabio parte per il servizio civile e viene spedito in un ospizio per preti sulle Alpi Apuane. In quel posto non esistono ragazzi, ma solo Don Mauro, il custode del convento che aggiusta tutto e Don Basagni. Convinto di dover fare l’educatore, Fabio si ritrova, invece, a fare il portinaio e a dover “accudire” il burbero direttore ed ex missionario ottantenne Don Basagni che passa le giornate nella sua camera ascoltando i Doors e che si rifiuta di avere relazioni con chiunque. 

Ma Fabio ha una grande passione: quella del ciclismo che condividerà con lo stesso Don Basagni. Insieme seguiranno il Giro d’Italia e poi il Tour de France e lo faranno rivivere ai lettori attraverso una telecronaca perfetta fatta di risate, amarezze e nostalgie di vite non vissute, di rimpianti, di coraggio mancato. Salite e discese accompagnano le vicende dei personaggi del romanzo. Una bella corrispondenza, un intreccio di storie narrate attraverso espressioni fantastiche, emozioni, sensazioni che l’autore ha saputo offrire e tradurre in parole piene di colori. 

E’ vero “l’estate può arrivare anche a dicembre”, tutto può succedere nella vita di ognuno di noi e l’imprevisto potrebbe anche modificarla. C’è un “terribile confine tra il possibile e l’impossibile, tra quel che vorremmo fare e quel che si può. E ci fermiamo lì, bloccati da una riga”.

La storia del Pirata, però, ci insegna che può arrivare all’improvviso una piena di emozione, una scarica portentosa irresistibile che ci solleva e ci scaraventa di là, dove pascolano i nostri sogni.

Al di là di quella riga non esistono più regole, abitudini, piani, previsioni e “tutti quei sentieri scavati nella roccia a forza di passi corti e prudenti e sempre uguali”. Tutti spazzati via!

Un invito, quindi, a non arrendersi, a usare quei “semi che senza saperlo ci portiamo dentro” perché  la vita è così e ci vuole “un sacco di coraggio”. 

Fabio Genovesi ci regala un romanzo che ci fa sorridere, riflettere ma soprattutto ci fa ricordare e conoscere il Pirata, un uomo forte, coraggioso, capace di arrivare in alto, capace di cadere e di rialzarsi. Non un ragazzino che ha osato attaccare i grandi. 

Questo – scrive Genovesi – che vola davanti ai nostri occhi spalancati, tra i pugni scossi al cielo e gli schizzi d’acqua e gli urli bestiali per spingerlo fino all’arrivo, è un nuovo, immenso, formidabile campione”. 

Fabio Genovesi (Forte dei Marmi, 1974) ha pubblicato per Mondadori i romanzi Il mare dove non si tocca (2017), Chi manda le onde (2015, premio Strega Giovani), Versilia Rock City (2012) ed Esche vive (2011) e, per Laterza, il saggio cult Morte dei Marmi. Collabora con il “Corriere della Sera” e il suo settimanale “La Lettura”.